Capita spesso di iniziare una corsa a ritmo regolare e vedere la frequenza cardiaca aumentare gradualmente nonostante passo e percorso rimangano quasi invariati. Questo fenomeno è conosciuto come deriva cardiaca nella corsa.
Non indica necessariamente che l’atleta stia accelerando.
Il corpo può richiedere un lavoro cardiovascolare progressivamente maggiore per mantenere la stessa intensità esterna, soprattutto durante gli allenamenti lunghi o in condizioni ambientali impegnative.
Deriva cardiaca nella corsa
La deriva cardiaca nella corsa è l’aumento progressivo della frequenza cardiaca durante uno sforzo prolungato eseguito a intensità relativamente costante.
Può manifestarsi anche quando velocità, pendenza e percezione del ritmo sembrano stabili.
Il fenomeno è legato alla risposta dell’organismo alla durata dell’esercizio, alla temperatura corporea e alla disponibilità di liquidi.
Perché i battiti salgono senza aumentare il ritmo
Durante la corsa una parte del sangue viene utilizzata per dissipare il calore attraverso la pelle.
Con il passare del tempo aumenta quindi il lavoro richiesto al sistema cardiovascolare per sostenere contemporaneamente muscoli e termoregolazione.
Se il volume plasmatico diminuisce a causa della sudorazione, il cuore può compensare aumentando la frequenza.
Il ruolo della temperatura
Con temperature elevate l’organismo deve disperdere una quantità maggiore di calore.
Il flusso sanguigno verso la pelle aumenta e la frequenza cardiaca può crescere più rapidamente.
Per questo motivo lo stesso passo tenuto in una giornata fresca e in una giornata molto calda può produrre valori cardiaci differenti.
Disidratazione e frequenza cardiaca
La perdita di liquidi attraverso il sudore può accentuare la deriva cardiaca.
Una riduzione del volume circolante rende più difficile mantenere la stessa gittata cardiaca per singolo battito.
L’organismo può quindi aumentare la frequenza per continuare a sostenere il lavoro richiesto.
Durata dell’allenamento
La deriva diventa generalmente più evidente con l’aumentare della durata.
Durante una corsa breve potrebbe essere quasi impercettibile.
Negli allenamenti prolungati può invece emergere chiaramente nella seconda parte della seduta.
Livello di allenamento
Un buon adattamento aerobico può aiutare l’organismo a gestire meglio sforzi prolungati.
Questo non significa che gli atleti allenati siano immuni dalla deriva cardiaca.
Caldo, umidità, disidratazione, fatica e intensità troppo elevata possono influenzare anche corridori esperti.
Come interpretare frequenza cardiaca e passo
La frequenza cardiaca non dovrebbe essere letta isolatamente.
Ritmo, percezione dello sforzo, temperatura, dislivello e durata aiutano a interpretare meglio il dato.
Un aumento moderato dei battiti durante una corsa lunga può essere fisiologico e non rappresenta automaticamente un problema.
Deriva cardiaca e corsa facile
Durante un lento aerobico l’obiettivo è spesso mantenere uno sforzo controllato.
Se i battiti salgono molto nella seconda parte, può essere utile ridurre leggermente il passo invece di cercare di mantenere a tutti i costi la stessa velocità.
In questo modo l’intensità interna rimane più coerente con l’obiettivo della seduta.
Come limitarla
Allenarsi con gradualità migliora la capacità di sostenere sforzi prolungati.
Anche partire a un ritmo adeguato e curare l’idratazione può contribuire a contenere l’aumento della frequenza cardiaca.
Nelle giornate calde può essere necessario accettare un passo più lento a parità di intensità percepita.
Quando prestare maggiore attenzione
Una frequenza cardiaca insolitamente elevata rispetto ai propri valori abituali merita attenzione soprattutto se accompagnata da malessere, dolore toracico, capogiri o difficoltà respiratoria anomala.
In presenza di sintomi è prudente interrompere l’attività e rivolgersi a un professionista sanitario.
Il cardiofrequenzimetro è uno strumento utile, ma non sostituisce una valutazione medica.
Domande frequenti sulla deriva cardiaca
La deriva cardiaca è normale?
Un certo aumento della frequenza cardiaca durante esercizi prolungati può essere una risposta fisiologica.
Succede anche correndo piano?
Sì, soprattutto nelle corse lunghe, con caldo o in presenza di disidratazione.
Il caldo aumenta la deriva cardiaca?
Sì, perché l’organismo deve dedicare maggiore flusso sanguigno alla dispersione del calore.
Bere acqua elimina il fenomeno?
Può contribuire a limitarlo, ma non elimina tutte le cause della deriva.
Devo rallentare quando i battiti salgono?
Dipende dall’obiettivo dell’allenamento, ma in una corsa facile può essere sensato ridurre il ritmo per mantenere lo sforzo previsto.
La deriva indica scarsa forma fisica?
Non necessariamente, perché può manifestarsi anche in atleti allenati.
Il cardiofrequenzimetro da polso è sempre preciso?
La precisione può variare in funzione del dispositivo e delle condizioni di utilizzo.
Umidità e caldo producono lo stesso effetto?
Entrambi possono rendere più difficile la dispersione del calore e aumentare lo stress cardiovascolare.
La stanchezza incide sui battiti?
Recupero insufficiente, stress e affaticamento possono modificare la risposta cardiaca.
Quando i battiti alti devono preoccupare?
Quando sono molto insoliti per la persona o si associano a sintomi come dolore, capogiri o difficoltà respiratoria importante.
