Quando si parla di allenamento per la corsa, uno dei metodi più efficaci e versatili è senza dubbio l’interval training.

Non è una novità, ma continua a essere un punto di riferimento per chi vuole migliorare la propria velocità, aumentare la resistenza e rendere più dinamiche le sedute di allenamento.

Che tu sia un principiante curioso o un runner con esperienza, l’interval training nella corsa può diventare una chiave fondamentale per raggiungere nuovi obiettivi.

Vediamo insieme cos’è, come funziona e come inserirlo correttamente nel tuo piano di corsa.

Cos’è l’interval training nella corsa

L’interval training (allenamento a intervalli) è un tipo di allenamento che alterna fasi ad alta intensità con fasi di recupero.

Nella corsa, significa alternare tratti veloci o impegnativi con tratti più lenti o di camminata, in modo strutturato.

L’obiettivo è stimolare in modo mirato il sistema cardiovascolare, muscolare e respiratorio, lavorando sia sulla capacità aerobica sia su quella anaerobica.

Un esempio semplice?

Correre 1 minuto veloce + 1 minuto di recupero, ripetuto per 10 volte.

Semplice nella struttura, potente nei risultati.

Da dove nasce l’allenamento a intervalli

L’interval training non è un’invenzione recente.

Le sue origini risalgono agli anni ’30, quando l’allenatore tedesco Woldemar Gerschler iniziò a utilizzare sessioni a intervalli per migliorare la capacità cardiaca degli atleti.

Da allora è diventato uno strumento base dell’allenamento sportivo, adattabile a ogni livello.

Oggi è impiegato in molte discipline, ma trova nella corsa uno dei suoi campi di applicazione più naturali.

Come funziona il meccanismo aerobico e anaerobico

Per capire perché l’interval training è così efficace, bisogna conoscere i due sistemi energetici principali che utilizziamo durante la corsa:

  • Sistema aerobico: utilizza l’ossigeno per produrre energia. È il sistema dominante nelle corse di lunga durata.
  • Sistema anaerobico: lavora senza ossigeno, producendo energia rapidamente. Entra in gioco negli sforzi brevi e intensi.

Con l’interval training, stimoli entrambi i sistemi, migliorando la capacità del tuo corpo di gestire lo sforzo, l’affaticamento e il recupero.

Differenza tra corsa continua e corsa a intervalli

La corsa continua prevede uno sforzo costante per tutta la durata dell’allenamento, a ritmo moderato.

È utile per costruire la base aerobica e migliorare la resistenza generale.

La corsa a intervalli, invece, si basa su alternanze di intensità.
Questo la rende ideale per:

  • aumentare la velocità di base
  • migliorare la capacità di recupero
  • stimolare adattamenti cardiovascolari e muscolari
  • rendere l’allenamento più stimolante e dinamico

Non sono metodi in competizione, ma complementari.

Benefici dell’interval training nella corsa

I benefici dell’interval training corsa sono numerosi, concreti e misurabili.

Ecco i principali:

  • Migliora la velocità: correre tratti veloci insegna al corpo a sostenere ritmi più alti
  • Aumenta la soglia anaerobica: si resiste più a lungo alla fatica
  • Incrementa il VO₂max: la capacità di utilizzare ossigeno in modo efficiente
  • Accelera il metabolismo: si bruciano più calorie anche dopo l’allenamento
  • Rende l’allenamento meno monotono: ottimo anche per la motivazione mentale
  • Allena il recupero attivo: fondamentale per performance durature

Interval training per principianti: si può fare?

Sì, assolutamente.

Il concetto di interval training si adatta perfettamente anche ai principianti, a patto che:

  • le intensità siano commisurate al livello
  • i tempi di recupero siano sufficienti
  • si rispetti una progressione graduale

Esempio di base:
1 minuto di corsa leggera + 2 minuti di camminata, ripetuto 6 volte.

Con il tempo, si può ridurre il recupero e aumentare il tempo di corsa.

La struttura base di una sessione a intervalli

Ogni seduta di interval training prevede 3 fasi:

  1. Riscaldamento: almeno 10-15 minuti di corsa leggera e mobilità articolare
  2. Intervalli: alternanza tra tratti ad alta intensità e recuperi
  3. Defaticamento: 5-10 minuti di corsa blanda o camminata

Un esempio:

  • Riscaldamento: 15’ corsa leggera
  • Intervalli: 8 x (1’ veloce + 1’ lento)
  • Defaticamento: 10’ corsa blanda

Durata totale: circa 45-50 minuti.

Tipi di intervalli: brevi, medi e lunghi

A seconda dell’obiettivo, esistono diversi tipi di intervalli:

Intervalli brevi (20-60 secondi)

  • Stimolano la velocità pura e la potenza
  • Ottimi per sprint, cambi di ritmo, agilità

Intervalli medi (1-3 minuti)

  • Lavorano sulla soglia anaerobica
  • Ideali per chi vuole correre più veloce a lungo

Intervalli lunghi (4-6 minuti)

  • Allenano la capacità aerobica avanzata
  • Adatti a chi prepara gare da 10K in su

Variare lunghezza e intensità permette di colpire diversi adattamenti fisiologici.

Come scegliere ritmo e recupero

Il ritmo ideale dipende dal tuo livello e dall’obiettivo.

Puoi basarti su:

  • Passo gara: usare il ritmo della 5K o 10K come riferimento
  • Percezione dello sforzo: una scala da 1 a 10 (intervalli a 8-9, recuperi a 3-4)
  • Frequenza cardiaca: intervalli tra 85-95% FCmax, recuperi tra 60-70%

Il recupero può essere:

  • Attivo: corsa lenta o camminata
  • Passivo: fermo o passo molto lento

Generalmente, il recupero attivo è più efficace per l’adattamento cardiovascolare.

Allenarsi con le ripetute: è sempre interval training?

Le ripetute sono un tipo di interval training, ma non tutti gli intervalli sono ripetute.

Le ripetute classiche (es. 6×1000 metri a ritmo gara) sono più strutturate e spesso legate a programmi agonistici.

L’interval training può essere più flessibile e vario, mantenendo però l’alternanza intensità/recupero come base.

Il fartlek è interval training?

Sì, ma con una differenza chiave:
il fartlek (termine svedese che significa “gioco di velocità”) è più libero e meno strutturato.

Non ha tempi fissi: puoi alternare tratti veloci e lenti in base a come ti senti, alla musica, al percorso.

È molto usato per lavorare la variazione di ritmo in modo ludico, ed è ideale anche su trail o percorsi collinari.

Errori comuni nell’interval training

Fare interval training senza criterio può portare a più danni che benefici.

Errori frequenti:

  • Sottovalutare il riscaldamento
  • Fare intervalli troppo intensi per il proprio livello
  • Recuperare troppo poco
  • Non rispettare i giorni di recupero
  • Fare sempre gli stessi protocolli

Il corpo ha bisogno di varietà, progressione e ascolto.

L’importanza del riscaldamento prima di iniziare

Saltare il riscaldamento è un errore grave, soprattutto negli allenamenti ad alta intensità.

Il riscaldamento serve a:

  • attivare il sistema cardiovascolare
  • lubrificare le articolazioni
  • prevenire infortuni muscolari
  • entrare mentalmente nella sessione

Almeno 10-15 minuti tra corsa blanda, mobilità e qualche accelerazione leggera.

Esempi pratici di sessioni a intervalli

Ecco alcune idee pronte all’uso, in base al tuo livello.

Livello base

  • 10’ riscaldamento
  • 6 x (1’ corsa + 2’ camminata)
  • 10’ defaticamento

Livello intermedio

  • 15’ riscaldamento
  • 8 x (2’ veloci + 1’ lenti)
  • 10’ defaticamento

Livello avanzato

  • 15’ riscaldamento
  • 6 x (4’ a ritmo 10K + 2’ recupero attivo)
  • 10’ defaticamento

Adatta il numero di ripetizioni e il ritmo alle tue sensazioni e alla tua forma.

Quante volte fare interval training a settimana

In un programma equilibrato:

  • 1 volta a settimana se sei principiante
  • 2 volte a settimana se sei intermedi o avanzato
  • 3 volte solo in cicli specifici, con adeguato recupero

L’interval training è intenso: meglio farlo bene e con qualità, piuttosto che abusarne.

Interval training in preparazione gara

L’interval training è fondamentale nella fase di costruzione della velocità specifica.

Può essere utilizzato per preparare:

  • 5K: intervalli brevi e medi ad alta intensità
  • 10K: intervalli medi, controllo del ritmo gara
  • Mezza maratona: intervalli lunghi, lavoro su soglia aerobica

La chiave è personalizzare il protocollo in base al ritmo di gara desiderato.

Monitorare i progressi con l’interval training

I progressi si vedono su più fronti:

  • Tempi medi per intervallo
  • Facilità nel recupero
  • Riduzione della frequenza cardiaca a parità di ritmo
  • Maggiore resistenza alla fatica

Anche la sensazione soggettiva conta: quando il ritmo veloce ti sembra “gestibile”, significa che stai migliorando.

Un metodo efficace, se fatto con criterio

L’interval training corsa è uno degli strumenti più potenti a disposizione di ogni runner.

Permette di lavorare su più qualità contemporaneamente: velocità, resistenza, tecnica, mentalità.

Ma non è un gioco: richiede struttura, attenzione e progressione.

Inserito nel modo giusto all’interno del tuo piano di allenamento, può davvero farti fare il salto di qualità.

Che tu voglia correre più veloce, preparare una gara o semplicemente uscire dalla monotonia degli allenamenti lenti, l’interval training è la strada giusta.

FAQ – Domande frequenti

Quante volte a settimana si può fare l’interval training?
In media 1-2 volte, in base al livello e al carico complessivo.

Meglio intervalli lunghi o corti per iniziare?
Corti, per abituarsi al cambio ritmo senza affaticarsi troppo.

Serve un cardiofrequenzimetro per fare interval training?
Non è obbligatorio, ma molto utile per monitorare intensità e recupero.

Posso fare interval training anche su tapis roulant?
Sì, è perfetto anche indoor, con velocità preimpostata.

È adatto anche a chi è in sovrappeso?
Sì, con intensità moderata e recuperi adeguati, può aiutare a migliorare in sicurezza.

Quanto deve durare una sessione di interval training?
Tra i 30 e i 60 minuti totali, a seconda del programma.

Meglio intervalli in salita o su piano?
Entrambi validi. La salita intensifica lo sforzo muscolare, il piano migliora la velocità.

Si possono alternare camminata e corsa?
Sì, specialmente per chi inizia: è un ottimo approccio progressivo.

Posso fare interval training anche se corro solo per dimagrire?
Sì, è molto efficace per bruciare calorie e aumentare il metabolismo.

L’interval training aumenta il rischio di infortuni?
Solo se eseguito senza riscaldamento, con intensità eccessiva o senza recupero adeguato.